mercoledì 7 gennaio 2015

#1

Ho paura di perderti per la ragazzina dai capelli rossi e questo mi impedisce di respirare più del raffreddore.

giovedì 1 gennaio 2015

Every new beginning comes from some other beginning's end.

Ho finito il duemilaquattordici ridendo a crepapelle ed ho iniziato il duemilaquindici ridendo ancora di più con buona parte delle persone che mi danno forza al mio fianco, non tutte le persone che mi danno forza, ma almeno buona parte sì (forse, la parte migliore), in una città che avevo solo sfiorato con addosso un vestito che non so se avrò mai il coraggio di riusare. Ora scrivo a computer, con una stanchezza enorme addosso, le parole migliori le ho scritte stanotte, seduta sul letto in albergo con un po' troppo alcol in corpo, ma la mente ancora lucida, ma quelle parole sono troppo mie per poterle rendere pubbliche, perché ci sono cose che a trascriverle si perdono e io non voglio perdere niente.
Ho deciso che quest'anno passo da sopravvivere a vivere e l'ho deciso quando il Grog (mi domando ancora che cavolo fosse quel liquore bollente che ho buttato giù!) mi ha fatto brindare al nuovo anno con l'augurio di "meno Karma, più palle".

lunedì 29 dicembre 2014


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Da una parte c'è quello che è stato, dall'altra quel che sarà.

venerdì 26 dicembre 2014

E' Natale nelle piccole cose.

Per me il Natale non esiste, è solo un periodo dell'anno fatto per ricordarmi di essere figlia di genitori separati che si odiano e non ci può essere un rapporto civile neanche per tre giorni l'anno, o almeno lo vedo così fino a che non mi ritrovo tra le braccia di una zia che, purtroppo, vedo una volta all'anno e che mi ricorda quanto in quella scritta che porto sulla scapola destra ci sia anche lei.
La penso così fino a che una cugina di cinque anni e mezzo non mi si butta addosso per abbracciarmi e riempirmi la guancia di baci prima di andare via facendomi cadere ripetutamente interra ridendo.
Forse non è il Natale che vivevo quando avevo la sua età, ma nelle piccole cose ritrovo quella piccola grande gioia di quando si è bambini.

martedì 23 dicembre 2014

"E se ti va, potresti abbracciarmi"

Presente quei film americani per adolescenti dove il protagonista vede la persona che ha per la testa e tutto quello che c'è intorno diventa solo rumore bianco? Vedere te è stato esattamente così.
Cosa stavano dicendo le ragazze che erano con me? Quali rumori c'erano per strada? e di canzoni di Natale in diffusione dai negozi c'era qualcosa?
Non riesco a ricordare, non ricordo neanche la tua voce che dice "ciao", mi torna in mente solo il rumore sordo del cuore che non ha corso ai duecentoventi, ma si è fermato di colpo, ha inchiodato ancora prima che le sinapsi del mio cervello capissero che quel ragazzo dal giacchetto azzurro e il cappello rosso (Dio, mi sto trattenendo dallo scriverti "quei colori insieme no!") eri tu. Tutto il corpo l'ha capito prima della razionalità.
"Ha abbassato lo sguardo" ha detto di te la mia amica, di me ha detto che ero rossa e sorridevo, e che qualcosa vorrà pur dire, ma è vero? Non che hai abbassato lo sguardo, quello l'ho visto, ma che vuol dire qualcosa intendo.
E' un loop continuo quel momento, lo è il sorriso sul tuo viso (il fatto che hai sorriso quando mi hai visto è una mia stupida speranza ed il sorriso in realtà era già lì?) che è mille volte meglio delle luci di Natale e di tutte queste decorazioni che una signora in autobus ha definito "belle".
C'è una canzone de L'orso che dice "e se ti va, potresti abbracciarmi" e porcogiudacristocane non riesco a pensarla separata dal tuo sorriso con le fossette.
"A lei piace, ma finge di no perché ha paura di perderlo come amico". Ha torto. Ha ragione. Non lo so più. Stamani eri mio "fratello", quell'amico che vorrei felice fosse anche con la ragazzina dai capelli rossi, ora sei quel sorriso che vorrei poter baciare.

(E non capisco perché di te finisco sempre a scrivere in seconda persona come se tu potessi leggere anche questo, ma questo non lo leggerai mai, non lo saprai mai).

Oggi è un giorno buono.

E' il primo giorno di vacanza, mi sto preparando per uscire con tutta la calma del mondo di chi, per una volta, è in perfetto orario, lo specchio oggi non è il mio peggior nemico e la giornata promette sorrisi.
Oggi è un giorno buono.

sabato 20 dicembre 2014

La doppia faccia di una perdita.

"Però ti sei anche resa conto che da quando non esci più con lei, stai meglio"

(Ed io che, a volte, ancora ci penso che vorrei tornare indietro e aggiustare quell'amicizia unidirezionale che solo in certe giornate di sole mi manca un po', quando mi sento dire così che è come dire "io me ne sono accorto da un po', manchi solo tu a capirlo", mi rendo conto di quanto ogni perdita abbia due facce. Una triste, di dolore, di malinconia e rimorsi, di voglia di tornare indietro e poi c'è l'altra faccia, quella dello stare bene, del sorridere, di scegliere di mettere prima gli altri senza dover essere costrette a farlo. Certe perdite coincidono con delle conquiste).