domenica 8 febbraio 2015

#5

Ogni tanto mi pongo domande di cui temo così tanto la risposta che le lascio consumare dentro di me mentre consumano me, il mio sonno e la mia tranquillità, senza che le ponga a qualcun'altro in cerca, se non di risposte, perlomeno di un confronto, di un parere. Ultimamente credo di averne accumulate troppe di questo tipo di domande, per alcune sono arrivata alla ferma convinzione che non ci sia risposta o se c'è, è una risposta che mi ferirebbe soltanto, perché dopotutto sono umana anch'io e sapere che alcune risposte sono tipo "non eri abbastanza" o "lei era migliore di te" non mi renderebbero di certo più forte. Nonostante questo, però, io una domanda continuo a pormela incessantemente, soprattutto quando scherzando un'amica, conscia di quello che nascondo anche a me stessa, mi dice "dovresti lasciarlo perdere", soprattutto nei giorni della sua assenza o delle sue belle parole dedicate a quella che è solo un'amica.
Se una persona farebbe realmente di tutto pur di sapere che un'altra persona è felice, ma felice totalmente, incondizionatamente, la prima persona citata che sentimento prova per la seconda?
Io cosa provo?
E che l'inchiostro macchia un'altra pagina, io continuo a chiedermi cosa abbia di sbagliato, perché non sia mai io la scelta, ma anziché esserne realmente ferita, mi convinca sempre di più a voler lottare per sapere felice qualcuno che sarà felice solo tra le braccia di qualcun'altro senza volere niente in cambio, senza pretendere nulla se non di rimanere nel mio piccolo spazio che mi sono fatta nella sua vita. Vomito parole, macchio di inchiostro pagine su pagine, ma non trovo risposte, ma non mi svuoto mai.

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