E’ buffo
come un “venite a fare un giro con noi?” ricevuto da un’amica possa
sconvolgerti non solo il pomeriggio, ma anche il metabolismo che chiede
sigarette più di quanto richieda l’ossigeno.
Non riuscire a guardarlo in faccia, senza sapere se era per quelli occhiali che
sembrano da donna o se è perché ti devi abituare, per poi finire a ridere, a
parlare, a sorridere come se nulla fosse. Come se non fossi con due
sconosciuti, oltre a lui che sconosciuto non è, ma neanche poi così conosciuto.
Sorridere come se foste solo tu e la amica ed è bello, a fine giornata,
sorridere così. E’ bello, nonostante sull’indice desto ho una piccola vescica
bianca causata dal nervoso giocherellare con l’accendino, che sembra ricordarmi
che vederlo solo come un amico non sarà una strada facile, ma alla fine va bene
così, anche la vescichetta ha smesso di far male, smetterà anche questo e a me
resterà questo sorriso vero sulle labbra.
Sorrido, di gusto, non può essere la strada sbagliata, dopo tutto.
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